
La semola, certificata dal molino fornitore, arriva, con mezzi di trasporto idonei alla perfetta conservazione, allo stabilimento di produzione della pasta. Il carico viene subito esaminato dal laboratorio del controllo qualità che verifica la corrispondenza agli standard richiesti al molino fornitore e, se accettato, immagazzinato in appositi sili.
La semola viene setacciata in modo da eliminare eventuali impurità, e quindi inviata, attraverso apposite tubature, ai sistemi di impastamento.
I sili possono contenere più tipi di semole, in base al tipo di pasta da produrre. Barilla lavora giornalmente 3.600 tonnellate di semola e produce 700.000 tonnellate di pasta all’anno.
Le materie prime utilizzate per la produzione della pasta di semola sono unicamente semola e acqua. Il dosaggio rigoroso è una premessa indispensabile per una buona qualità. La quantità di semola e di acqua che il dosatore automatico immette nell’impastatrice deve essere costante per evitare scompensi e irregolarità che si rifletterebbero sulla qualità finale del prodotto.
Occorre regolare la temperatura dell’acqua per ottenere una pasta con una temperatura di impasto ottimale, poiché la semola è particolarmente soggetta alle variazioni stagionali e climatiche.
Prima che inizi il ciclo di impastamento nelle impastatrici, la semola e l’acqua vengono immesse nella centrifuga impastatrice per la pre-miscelazione, che serve a distribuire in modo uniforme l’acqua sulla superficie dei granelli di semola. L’impastamento perfezionerà, in seguito, l’omogeneizzazione della miscela di semola e acqua.
L’apparato meccanico che realizza l’impasto è denominato impastatrice doppia, ed è costituito da una vasca a forma di “W” nella quale si muovono due alberi con aspi di forma lanceolata; essi sono sagomati in modo da favorire l’impastamento unitamente al trasporto dell’impasto stesso, da inizio a fine vasca. L’ultima vasca di impastamento agisce sottovuoto e toglie l’aria dall’impasto migliorando il colore e l’aspetto della superficie della pasta trafilata.
L’impasto, ancora farinoso e con reticolo glutinico in formazione, passa dall’impastatrice sottovuoto, in una zona di compressione e viene compresso nello stampo per la formazione dei vari formati.