Barilla: qualità e sostenibilità della filiera cerealicola

14 dicembre, 2011

Firmato per il sesto anno l’accordo di filiera per la fornitura di grano duro di alta qualità in Emilia-Romagna


Bologna, 14 dicembre 2011.
Giunto al sesto rinnovo, l’accordo di filiera per la fornitura di grano duro emiliano- romagnolo di alta qualità a Barilla, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e valido per la campagna cerealicola 2012-2013, rappresenta un’esperienza di continuità e stabilità in un mercato dei cereali soggetto, negli ultimi anni, a forti variazioni di prezzi che mettono in tensione tutta la filiera.
L’accordo firmato oggi incrementa i volumi della scorsa campagna ad un totale di circa 90.000 tonnellate, un quarto del grano duro prodotto in Emilia-Romagna, con una messa a coltura di oltre 15.000 ettari.

In questi ultimi anni, l’accordo ha consentito di incentivare la produzione di grano duro di alta qualità in Emilia- Romagna, facendo della regione un polo di eccellenza nel panorama nazionale, e ha permesso al Gruppo Barilla, il maggiore utilizzatore mondiale di grano duro per la produzione di pasta, l’approvvigionamento da una filiera locale, con livelli qualitativi tali da diminuire la dipendenza dai mercati esteri. Da anni, infatti, Barilla valorizza contratti di coltivazione a livello regionale e prosegue nell’impegno di integrazione della filiera a livello nazionale e di sostegno a iniziative per lo sviluppo di filiere sostenibili per l’ambiente e in grado, al contempo, di essere economicamente remunerative per gli agricoltori.

L’accordo per la fornitura di grano duro di alta qualità prevede tre meccanismi di fissazione del prezzo di vendita, con una flessibilità che va incontro all’esigenza degli agricoltori di massimizzare l’utile, ridurre gli effetti negativi della volatilità dei prezzi e incentivare la coltivazione di grano duro con requisiti di alta qualità. Il primo meccanismo definisce il prezzo sulla base della quotazione della borsa merci di Bologna con l’aggiunta di premi specifici per la qualità del prodotto e per gli impegni previsti dal disciplinare di produzione e conservazione (fino a 32 euro /tonnellata); il secondo, basato sui costi di produzione, consente ai produttori di scegliere di vendere una quota della propria produzione (fino a un massimo del 40% del totale), ad un prezzo precedentemente concordato, tale da garantire un adeguato margine di profitto sui costi di coltivazione, oppure di limitare la volatilità scegliendo di far riferimento a un intervallo di oscillazione (CAP&FLOOR); infine, il terzo meccanismo si basa sul prezzo dei futures del grano tenero alla borsa merci di Parigi, aggiustato dal differenziale dei prezzi tra il grano duro e quello tenero sulla borsa merci di Bologna, per permettere coperture a lungo termine sia per chi vende che per chi acquista.

Questa esperienza, supportata dall’assessorato regionale all’Agricoltura, ha la peculiarità di coinvolgere l’intera filiera di produzione del grano duro, valorizzando le competenze specifiche maturate dai diversi attori e promuovendo l’integrazione tra agricoltura, industria e istituzioni. All’accordo hanno collaborato attivamente le controparti agricole, sia locali che nazionali, tra le quali FITS (Filiera Italiana Trading Seminativi). Il contratto quadro si articola in singoli accordi dal Gruppo Barilla e dai fornitori. A loro volta i fornitori – OP Cereali Emilia Romagna, OP Grandi Colture Italiane, Consorzio agrario di Parma e Società Cooperativa CAPA Ferrara - stipulano con i singoli agricoltori soci i contratti che contemplano i reciproci impegni per la coltivazione e la valorizzazione del grano duro.
La Società Produttori Sementi S.p.A., selezionatrice e costitutrice delle varietà identificate dal disciplinare, sviluppate con intensa attività di ricerca e sperimentazione, in parte sostenuta anche dalla Regione Emilia- Romagna, fornisce il seme necessario alle coltivazioni. Il contratto quadro prevede l’impegno a seguire un preciso disciplinare di produzione, condiviso dalla Regione Emilia-Romagna, e a utilizzare principalmente varietà specifiche quali: Normanno, Levante, Saragolla, particolarmente adatte all ́utilizzo dell’industria pastaria, poiché in grado di fornire qualità di glutine con caratteristiche superiori a quelle della media italiana.