Domande frequenti

Barilla nasce nel 1877 anno in cui Pietro Barilla senior aprì a Parma una bottega di pane e pasta in strada Vittorio Emanuele n. 252. Visita la sezione STORIA.

Il Gruppo possiede 50 siti produttivi in 11 paesi. Ogni anno nei siti produttivi di Barilla vengono prodotti 3 milioni di tonnellate di prodotto, venduti in 150 paesi.
Per approfondimenti visita la sezione BARILLA NEL MONDO.  

La sede centrale del Gruppo Barilla si trova a Parma al seguente indirizzo:
via Mantova, 166 43100 Parma Italy
Tel. +39 0521 2621
Fax +39 0521 270621
relazioniesterne@barilla.it

Il Gruppo Barilla ha fatturato nel 2008 oltre 4,5 miliardi di euro. Per ricevere maggiori informazioni sull’andamento finanziario dell’Azienda, visita la sezione IL GRUPPO BARILLA

Nelle sedi Barilla nel mondo lavorano ogni giorno più di 16.000 persone.

Barilla non «promuove» visite agli stabilimenti ed al momento le visite guidate sono sospese.

Qualora siate interessati ad approfondire aspetti dell’Arte della Gastronomia Italiana, proponiamo di visionare il sito di Academia Barilla oppure scrivere a info@academiabarilla.it oppure chiamare allo 0521 264060 per informazioni e costi.

Nella sezione News & Media

Se si tratta di informazioni relative al Gruppo e non ai prodotti o alle singole aree di marketing, all´Ufficio Relazioni Esterne: Tel. 0521 262438, fax: 0521 262083, e-mail relazioniesterne@barilla.it

Nella sezione STORIA sono raccolti i filmati pubblicitari e le campagne stampa più famose dell’Azienda. Selezionando un arco temporale si possono confrontare gli avvenimenti storici del periodo con gli eventi che hanno contraddistinto l’Azienda e le iniziative svolte nel campo della comunicazione.

Barilla si focalizza prioritariamente su due aree di prodotto: Primo Piatto all’italiana e Prodotti da Forno. I prodotti vanno quindi dalla pasta (di semola, all’uovo e integrale) e sughi pronti ai biscotti, fette biscottate, cereali, snack, pasticceria, pani morbidi, brioche e merende, torte e pani croccanti.

Quasi tutti i nostri marchi hanno un sito web dedicato dove vengono presentate più nel dettaglio le caratteristiche e gli utilizzi di ogni prodotto. Visita la pagina I SITI BARILLA per visualizzare l’elenco dei siti disponibili.

Le materie prime utilizzate sono:
• Semola per le paste secche;
• Semola e uova per le paste secche;
• Semola, carne, verdura e formaggi per le paste farcite;
• Farina, uova, latte, burro, grassi vegetali, zucchero e cioccolato per i prodotti da forno;
• Verdure, carni, prodotti ittici, oli vegetali e derivati del latte per i sughi.
A queste si aggiungono decine di altri ingredienti (frutta, yogurt, lieviti, aromi, ecc.) che, pur se presenti in quantità inferiori, contribuiscono alla realizzazione della vasta gamma dei prodotti Barilla presenti sul mercato.

Da sempre utilizziamo solo materie prime di elevata qualità, che la tradizione e la scienza dimostrano di comprovata sicurezza per le persone e per l’ambiente.
Nella selezione e impiego di materie prime adottiamo il principio di precauzione: ove non ci sia un chiaro consenso scientifico relativo alla sicurezza e salubrità di un ingrediente, preferiamo non utilizzarlo. Inoltre abbiamo definito delle linee guida per la selezione degli ingredienti e per il disegno del profilo nutrizionale dei prodotti:
- scegliere e utilizzare ingredienti sicuri, integri e di eccellente qualità;
- privilegiare l’uso di estratti naturali e di ingredienti ricchi di principi nutritivi, per migliorare le caratteristiche nutrizionali dei prodotti;
- adottare processi produttivi che preservino al meglio le caratteristiche qualitative dei prodotti;
- non impiegare grassi idrogenati;
- non utilizzare ingredienti contenenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Grano tenero e grano duro appartengono a due specie diverse: rispettivamente "Triticum aestivum" e "Triticum turgidum" var. "durum".
Le due specie, pur essendo simili di aspetto, presentano notevoli differenze, tra cui, ad esempio diverse caratteristiche adattative: mentre il grano tenero mal sopporta climi caldo aridi e viene coltivato in ambienti freschi e piovosi come quelli dell´Italia del nord e dell´Europa del nord, il grano duro si adatta meglio agli ambienti tipici del bacino del Mediterraneo (Italia del Sud, Spagna, Grecia, Nord Africa...)
Una differenza fondamentale tra le due specie è data dalla composizione proteica delle cariossidi: in funzione del tipo di proteine accumulato si ottiene infatti, nel caso del grano duro, un glutine tenace adatto alla produzione di pasta; oppure più estensibile, nel caso del grano tenero, più adatto quando si verificano i fenomeni di lievitazione tipici del pane o dei prodotti da forno.

Barilla per la produzione della pasta utilizza solo semola di grano duro.

Dai pigmenti che sono presenti naturalmente nel grano e quindi nella semola: hanno un colore variante tra il giallo e il rosso e sono presenti anche in altre materie prime come le uova.

La dicitura grassi/oli vegetali vuole significare una miscela di diversi grassi o oli di  origine vegetale. La miscela chiaramente varia da prodotto a prodotto a seconda del risultato organolettico che vogliamo ottenere. Barilla non utilizza materie prime scadenti o dannose alla salute.

L’olio di cocco non è utilizzato nei nostri prodotti.
Viene invece utilizzato  l’olio di palma che  rappresenta una interessante materia prima grassa di origine vegetale capace di sostituire in parte o completamente il burro, presentando nel contempo un buon tenore in acidi grassi insaturi, una buona stabilità all’ossidazione e l’intrinseca assenza di colesterolo.
Tutti i principali fornitori di Barilla di olio di palma applicano da tempo precise procedure riguardanti la sostenibilità, la responsabilità sociale, i principi etici alla base dei rapporti con i propri dipendenti, la salvaguardia e la sostenibilità ambientale delle aree geografiche dove sono presenti le piantagioni e i siti di trasformazione.
Riguardo alla filiera dell’olio di palma sostenibile, Barilla, ha attivato un progetto in collaborazione con alcuni produttori leader mondiali per definire nuovi obiettivi nell’ambito della sostenibilità della filiera.

La conservazione nel tempo dei prodotti confezionati è da sempre uno degli aspetti più importanti che l'industria alimentare deve considerare. Il corretto contenuto di umidità, il bilanciamento della ricetta e le condizioni del processo tecnologico (cottura in forno, pastorizzazione) ed una perfetta ermeticità della confezione sono gli elementi che, utilizzati singolarmente o in combinazione tra di loro, permettono di raggiungere il risultato senza l'utilizzo di conservanti
In alcuni prodotti ad alto contenuto di umidità, è necessario contrastare l'instabilità microbiologica (insorgere di muffe) con l'utilizzo di antimicrobici, oppure con un trattamento con alcool etilico. Barilla ha scelto, in linea con la normativa vigente, questa seconda strada, utilizzando alcool etilico in minima quantità (2% sul peso del prodotto). L'alcool è infatti, da un lato, un ingrediente da sempre usato nei preparati alimentari, e dall'altro è in grado di volatilizzarsi in brevissimo tempo una volta a contatto con l'aria, non influenzando in alcun modo  le caratteristiche organolettiche del prodotto. La minima quantità utilizzata è inoltre così bassa da non provocare alcun effetto nocivo, almeno in soggetti senza ipersensibilità.
Tutte le persone possono comunque verificare la presenza o meno di additivi leggendo la lista degli ingredienti presente su tutti i nostri prodotti.
        
L’alcool che utilizziamo ha provenienze differenti: uva, melasso e frumento.

Vedi la sezione "Allergie" delle domande su "Alimentazione e salute". Vai >

Prodotto e packaging vengono concepiti simultaneamente per ottenere la maggiore efficienza in termini sia funzionali che di sostenibilità. Abbiamo avviato la progressiva eliminazione dei componenti non eco-compatibili (inchiostri, coadiuvanti stampa e altri materiali) e privilegiamo l’uso di materiali d’imballaggio omogenei, più facili da riciclare.

Prima tra le aziende di marca, Barilla ha introdotto sugli imballi indicazioni circa le modalità di smaltimento degli stessi, in modo che i consumatori sappiano in quali recipienti per la raccolta differenziata gettarli.

Tutti i nostri sughi dopo l’apertura nel caso vengano utilizzati solo parzialmente, devono  essere accuratamente richiusi e riposti in frigorifero e consumati entro 5 giorni.
Qualora si preveda di superare questa scadenza, è possibile congelare il sugo: lo si può versare in un contenitore di plastica (o in un sacchetto di plastica per congelazione) per poi riporlo nel reparto del congelatore con quattro stelle. Al momento del riutilizzo, basterà scongelarlo scaldandolo in un pentolino o per qualche minuto in un forno a microonde (eventuali ulteriori rimanenze NON potranno essere più ricongelate.)
Per quanto riguarda i sughi bianchi sconsigliamo di congelarli per possibili modifiche sulla struttura del prodotto.

Congelare la pasta cruda è inutile. Congelare un piatto cucinato, cioè un semilavorato, è possibile ma deve essere fatto secondo buone norme sia di congelamento che di scongelamento. Congelare o scongelare male, per esempio, un piatto di pasta che è stato condito con un sugo a base di prodotti lattiero caseari è sconsigliabile. E a parte questo un piatto di pasta congelato e scongelato perderà sicuramente in proprietà organolettiche e in struttura, diventando più fragile.

Tutti gli alimenti possono contenere contaminanti,  a seguito della contaminazione ambientale (suolo, aria, ambiente), della produzione naturale di alcune tossine in prodotti agricoli, dell’utilizzo in agricoltura di prodotti per il controllo delle infestazioni.
Per questo motivo la legislazione fissa dei limiti massimi di residui negli alimenti che tutelano ampiamente il consumatore;
Relativamente ai valori pubblicati da Plasmon, i prodotti Barilla sono ampiamente al di sotto dei valori massimi di legge applicabili per gli alimenti di uso corrente, che a loro volta sono stati fissati, in via del tutto prudenziale e protettiva della salute delle persone, ampiamente al di sotto delle soglie di pericolosità. I valori Barilla pubblicati da Plasmon, quindi, sono estremamente bassi e sono riscontrabili solo grazie alle recenti tecniche analitiche altamente sensibili e sofisticate. In particolare, per fare qualche esempio, il valore del Piperonil butossido rappresenta  circa un centesimo  del limite di legge fissato sui biscotti e circa 1 duecentocinquantesimo dei limiti sulla pasta ad uso corrente.

Da quanto riportato sulla campagna stampa,  le analisi che Plasmon ha fatto realizzare da un laboratorio accreditato sono relative a un arco temporale molto ristretto (ottobre-novembre).  Barilla effettua migliaia di controlli all’anno nelle materie prime e prodotti finiti e i dati riscontrati sono tendenzialmente più bassi di quelli pubblicati e sempre di molto al di sotto del limite di legge.

In Europa esistono limiti di legge specifici per gli alimenti destinati allo svezzamento durante la prima infanzia, ossia i bambini con età inferiore ai 3 anni, e limiti di legge specifici per tutti gli altri alimenti cosiddetti di uso corrente.  
La legislazione relativa ai prodotti per l’infanzia, inoltre, impone requisiti specifici tra cui l’obbligo di dichiarare in etichetta che il prodotto è destinato all’alimentazione di bambini con età da 0 a 3 anni.

•    PIRIMIFOS METILE (agro-farmaco)/ DELTAMETRINA (agro- farmaco)
Il pirimifos metil e la deltametrina sono insetticidi autorizzati dalla normativa e utilizzati da decenni nella coltivazione e conservazione di frutta, verdura, legumi e cereali.
•    PIPERONIL BUTOSSIDO (agro-farmaco)
Il piperonil butossido è un additivo autorizzato dalla normativa e utilizzato da decenni in accoppiamento ad insetticidi a base di piretro per aumentarne l’efficacia.
•    DON (Deossinivalenolo – micotossina)
Il deossinivalenolo (DON) è una sostanza prodotta naturalmente da alcune di categorie di funghi parassiti (per questo chiamate “micotossine”) che si possono sviluppare in determinate condizioni climatiche durante la coltivazione dei cereali.

Gli  agro-farmaci sono sostanze largamente impiegate durante la coltivazione e conservazione delle derrate alimentari al fine di proteggere le colture e preservarne la qualità ed igiene, controllando la crescita di piante infestanti, lo sviluppo di malattie e di parassiti fungini, l’attacco da parte di insetti. Il loro utilizzo è regolamentato da specifiche normative comunitarie che prevedono l’effettuazione di verifiche tossicologiche e la definizione di corrispondenti residui massimi ammissibili, prima di autorizzarne la commercializzazione e l’impiego su specifiche colture.
Le micotossine sono sostanze che si sviluppano naturalmente nelle piante sottoposte all’attacco di parassiti fungini (muffe). Sono studiate da decenni e quelle principali ad oggi conosciute sono soggette ad una regolamentazione comunitaria che ne fissa i limiti ammissibili sia nelle derrate (ad es. cereali) che nei prodotti da esse derivati.

La normativa europea in materia di sicurezza alimentare è la più avanzata e restrittiva al mondo; in alcuni casi la legislazione italiana, a cui Barilla fa riferimento, fissa dei limiti ancora più stringenti. Tali limiti vengono stabiliti da commissioni tecniche che valutano la tossicità delle singole sostanze e le quantità medie giornaliere di alimenti consumati dalla popolazione, mantenendo degli ampi margini di sicurezza, fissando valori normalmente pari ad 1/100 o 1/1000 dei livelli ritenuti potenzialmente dannosi.

La pasta Piccolini è stata disegnata appositamente per le esigenze delle famiglie con bambini. È buona e sana ed è più veloce da cuocere: solo 6 minuti verso gli 11 delle Penne Rigate Barilla, per fare un esempio. Inoltre, poiché è più piccola dei formati di pasta regolari, è più facile da mangiare sia con la forchetta che con il cucchiaio ed è adatta alla masticazione di grandi e piccoli. Con Piccolini i genitori possono preparare un unico piatto per tutta la famiglia risparmiando tempo.

L’impiego dei agro-farmaci è indispensabile per l’ottenimento di produzioni agricole adeguate sia per quantità che per qualità ed igiene. Le buone pratiche agronomiche consentono di contenere i residui negli alimenti in modo molto significativo, mantenendoli ben al di sotto dei limiti legislativi fissati.
Per queste ragioni il loro utilizzo è comune in ambito agricolo e, tuttavia, Barilla da anni lavora capillarmente sulle intere filiere sia in termini di prevenzione che di controllo per garantire che gli ingredienti utilizzati siano totalmente sicuri, ovvero ampiamente al di sotto dei limiti legislativi.
E’ infine indispensabile ricordare che Barilla è uno dei principali utilizzatori mondiali di grano e le grandi quantità di superfici coltivate in differenti aree geografiche caratterizzate anche da condizioni climatiche molto diverse non consentono di eliminare in modo assoluto l’impiego di tali principi attivi.

Piccolini è una pasta ad uso corrente, adeguata all’alimentazione di tutta la famiglia, adulti e bambini. Il claim deriva dal fatto che la linea Piccolini nasce con caratteristiche che facilitano l’alimentazione delle famiglie con bambini con prodotti sani e nutrizionalmente equilibrati. Nel caso della pasta, il claim si riferisce a una dimensione ridotta dei formati, che velocizza la cottura e facilita la masticazione sia per i bambini che per gli adulti.

La principale differenza deriva da legislazioni completamente diverse che regolamentano gli alimenti destinati ad uso particolare, come i baby foods, da quelli destinati ad uso corrente. La legislazione per baby foods differisce per la richiesta di specifica composizione nutrizionale e per i limiti previsti sulla sicurezza alimentare. Tale legislazione prevede anche la notifica al Ministero della Salute.

Per legge sono solo i prodotti per la prima infanzia che devono indicare sulle etichette i loro consumatori finali, e non invece gli alimenti ad uso corrente. In ogni caso da questa primavera gli spot Piccolini riportano testualmente che la pasta Piccolini è “per consumatori sopra i 3 anni”.
Abbiamo quindi fornito un’indicazione volontaria e supplementare perché vogliamo dare messaggi il più possibile chiari e trasparenti alle persone. Per questo abbiamo aggiunto un chiarimento non dovuto ma a nostro avviso opportuno a beneficio di tutti i consumatori che scelgono i nostri prodotti.
Questa indicazione è già sui vasetti dei nostri sughi ed è stato deciso da tempo che sarà sulle confezioni di pasta a scaffale nei prossimi mesi.

La comunicazione di Plasmon non è solo scorretta e ingannevole ma anche illegale per i seguenti motivi:
•    Plasmon ha comparato prodotti che sono destinati a fasce di consumatori differenti e che, di conseguenza, sono  sottoposti  a norme vigenti diverse;
•    I prodotti Plasmon, che sono specificamente destinati all’infanzia, sono sottoposti  alla Direttiva 2006/125/CE, che ne  definisce precisamente caratteristiche e limiti;
•    I prodotti Barilla comparati sono prodotti  ad uso corrente,  destinati a tutta la famiglia ma con esclusione degli infanti da 0 a 3 anni, come tale sottoposti ad una legislazione del  tutto differente, rispetto alla quale Barilla rispetta tutti i limiti di legge per quanto attiene  qualità e la sicurezza
 

Risponde il prof. Maurizio Vanelli, ordinario di Pediatria all'Università degli Studi di Parma.

Sin dal primo anno di età, l'alimentazione del bambino deve essere sempre più ampia e varia, proprio per consentire l'assunzione dell'energia e dei nutrienti di cui necessita e per abituarlo progressivamente a sapori, profumi e consistenze diverse. A questo scopo, i genitori possono scegliere e combinare fra loro sia prodotti specifici per bambini sia diversi altri alimenti di largo consumo come, ad esempio, frutta, verdura, latte e pane. L'ampia varietà, accompagnata dalle corrette quantità di ogni alimento, assicura una crescita sana e regolare del bambino.

Dottore buongiorno, ho seguito la guerra Plasmon/Barilla che mi ha messo non pochi dubbi in testa. Dopo l'anno il mio pediatra mi ha consigliato dieta "libera", quindi che mio figlio (Marco, ora di 18 mesi) poteva cominciare a mangiare alimenti da grandi. Quindi ha cominciato a mangiare la pasta asciutta, i primi sughi, la prima vera carne, verdura, frutta, ecc... Ho scelto Piccolini percomodità (mi permettevano di non dover tagliuzzare la pasta) e per la qualità che Barilla sento mi garantisce. Ora scopro che la pasta dei grandi (come Barilla presumo le altre) contiene pesticidi e come la pasta quindi anche tutti gli altri alimenti. Come devo pertanto muovermi? Non credo che dare a mio figlio pastina ed omogenizzati fino ai 3 anni sia una soluzione. Ed inoltre al nido mangia proprio "cose da grandi". Credo che si sia generata solo una grandissima confusione. Mi può aiutare?

Risponde il prof. Maurizio Vanelli, Professore ordinario di pediatria all'Università degli Studi di Parma.

I genitori  hanno nel pediatra il miglior riferimento  per avere le informazioni utili per dare ai propri figli  una sana e corretta alimentazione. Il pediatra per meglio svolgere questo ruolo può attingere tutte informazioni  nutrizionali  necessarie nei LARN  (Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Nutrienti), messi a punto dalla Società Italiana di Nutrizione Umana anche con l’ aiuto di pediatri nutrizionisti.

La mamma che bene conosce le abitudini del proprio bambino sa istintivamente come scegliere gli alimenti più appropriati e variati per soddisfare il suo fabbisogno giornaliero di energia e per migliorare il suo appetito.

A risentirci.
Maurizio Vanelli

Risponde il prof. Maurizio Vanelli, ordinario di Pediatria all'Università degli Studi di Parma.

I pediatri sono il riferimento delle famiglie per avere tutte le informazioni utili a una sana e corretta crescita del bambino e seguono le indicazioni definite dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, che ha definito i Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana.

Mio nipote è allergico all'albumina: nelle confezioni di pastina Barilla trovo scritto "può contenere tracce di uovo" e mi chiedo se ciò è valido per tutte le tipologie di pastina o,come mi suggerisce qualcuno, se possa dipendere dallo stabilimento di produzione. Insomma come avere certezze?

Possiamo confermare che la pasta di semola è prodotta esclusivamente con semola di grano duro ed acqua come è previsto dalla legge italiana.
Barilla, essendo il primo produttore mondiale di pasta, utilizza un enorme quantitativo di semola che viene trasformato in pasta da più stabilimenti produttivi.
In tutti i propri pastifici Barilla produce solo ed esclusivamente pasta di semola ad eccezione di un unico stabilimento (Pedrignano) in cui viene prodotta sia pasta di semola che pasta all’uovo.
Le rigide procedure di controllo e le accurate pulizie ci consentono di minimizzare il rischio che tracce di uova possano essere presenti nella pasta, ma non possiamo escluderlo al 100%, infatti, solo per questo stabilimento, può sussistere una seppur remota condizione di rischio da contaminazione accidentale da uova. 
Ti consigliamo pertanto, prima dell’acquisto della pasta di semola per tuo nipote, di verificare lo stabilimento di produzione indicato con una lettera, nello specifico lo stabilimento di Pedrignano è indicato con una (A), mentre può tranquillamente consumare la pastina prodotta nel nostro stabilimento di Foggia, indicato con una (F).

La piramide alimentare è una convenzione grafica molto usata per rappresentare quella che dovrebbe essere una dieta equilibrata. Essa indica per gruppi di alimenti i diversi livelli in funzione delle quantità che dovrebbero entrare nella dieta giornaliera. Partendo dal basso si trovano gli alimenti che devono costituire la componente maggiore nella dieta, sulla cima quelli da assumere con moderazione.


Un piatto di pasta può essere considerato un "piatto completo" se, come spesso succede, costituisce la base di un condimento fatto con verdure, carne, pesce o formaggio. In questo caso l´apporto nutrizionale è equilibrato: soprattutto carboidrati da parte della pasta e proteine, grassi, fibre o sali minerali da parte degli altri elementi. Se invece utilizziamo la pasta condita semplicemente, ad esempio con un po´ si salsa di pomodoro, si tratta sicuramente di un piatto molto leggero.

La pasta non può essere vista come un piatto a sé, ma va inserita in una dieta corretta ed equilibrata. Non c´è nulla che di per sé faccia ingrassare o non faccia ingrassare, e anche la pasta rientra in questo concetto. E´ naturalmente un piatto ricco di carboidrati e di conseguenza si adatta particolarmente alla dieta degli sportivi. Proprio perché appartiene alla famiglia dei piatti a base di cereali è importante consumarne in quantità corretta, secondo le indicazioni date con la "piramide alimentare" (Si veda La dieta mediterranea). La pasta fa parte, insieme ad altri prodotti a base di cereali, della base di questa piramide e quindi di quel tipo di prodotti che vanno consumati in maggior quantità nell´ambito della giornata.

Su ogni prodotto appaiono tabelle nutrizionali con valori espressi per 100 gr e le stesse tabelle con i valori espressi per porzione, per i prodotti dove la porzione è definita. I valori sono frutto di analisi ed elaborazioni fatte da Barilla in adempimento alla direttiva CEE 90/496 e al DL 70/93.

L'attenzione di Barilla per l'ambiente va dall'approvvigionamento della materia prima alla qualità dei prodotti immessi sul mercato. Investire in ecologia significa per un'azienda qualità totale e riduzione dei costi, a cominciare da quelli del confezionamento. Barilla ha ultimamente ridotto pesi e volumi delle confezioni: sono state migliorate molte confezioni nel 2011. Per fare un esempio è stata ottimizzata la dimensione del pacchetto di Pavesini: riducendo di 36 tonnellate il film plastico utilizzato, con una conseguente riduzione dei mezzi di trasporto del 14%. Inoltre sono state realizzate confezioni più sostenibili: la percentuale delle confezioni tecnicamente riciclabili è passata dall’85% del 2008 al 96% del 2011, di cui il 41% deriva da materiale riciclato. Abbiamo messo a punto pesatrici molto sofisticate in grado di riempire al millimetro le scatole di pasta, e ciò ha consentito di ridurre la dimensione delle confezioni, risparmiando fino al 6-8% sul packaging. Anche se la nostra è una produzione a basso impatto ambientale, abbiamo dotato i nostri stabilimenti di impianti sofisticati di depurazione delle acque reflue. Abbiamo anche installato sistemi di recupero dei calori: in pratica ricicliamo l´energia termica prodotta dal vapore nel processo di essiccazione della pasta. A tutto si aggiunge un'attenzione alla formazione ecologica. Ecologia come strumento per ridurre i costi, dunque, ma anche elemento strategico che contribuisce all´affermarsi di un'immagine positiva dell'azienda come «attore» sociale che si fa carico delle proprie responsabilità in un campo così critico e importante come quello ambientale.

In un’ottica di rispetto dell’ambiente Barilla si è concentrata in questi anni su due aspetti fondamentali:
•diminuzione delle emissioni di gas serra generate nell’intera filiera (con particolare attenzione alle emissioni di anidride carbonica CO2 – Carbon footprint –, ritenuta il maggiore responsabile del riscaldamento globale)
•minimizzazione degli impatti ambientali dei materiali da imballaggio.

Al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) Barilla ha effettuato degli studi specifici per misurare le emissioni generate nelle diverse fasi della filiera di produzione: dalla coltivazione della materie prima al consumo finale del prodotto.
Sulla base di questi dati, Barilla ha deciso di sviluppare progetti per aggiornare i disciplinari di coltivazione di grano duro, tenendo conto dell’impatto sui cambiamenti climatici, e di verificare in che modo sia possibile modificare le raccomandazioni per la cottura ottimale del prodotto.

Barilla collabora con molte associazioni di volontariato italiane e straniere fornendo prodotto per fare fronte a situazioni di disagio alimentare. Nel 2011 quasi tutti i centri produttivi hanno devoluto parte della loro produzione a sostegno di organizzazioni e attività per un totale di 4.487 tonnellate. Di queste 2.590 sono state donate a Feeding America e 1.070 tonnellate a Banco Alimentare. Il rimanente è stato devoluto ad altre associazioni, quali l’Associazione San Vincenzo o altre Caritas territoriali. Barilla interviene anche con aiuti economici a fronte di situazioni di emergenza, ma è una precisa scelta dell´azienda quella di non pubblicizzare più di tanto questi interventi, perché la solidarietà non deve essere uno strumento di marketing ma una responsabilità delle imprese.

Nel 2008 quasi tutti i centri produttivi Barilla hanno devoluto parte della produzione a sostegno di organizzazioni o attività, per un totale di 359 tonnellate. Una parte delle donazioni, inoltre, è stata gestita dal quartiere generale di Parma. Nel 2008 attraverso le donazioni l’Azienda ha sostenuto anche le attività di Feeding America (Stati Uniti) e Banco Alimentare (Italia), rispettivamente con 334 e 1.414 tonnellate di prodotti.

Barilla ha realizzato diversi progetti educativi nelle comunità, in partnership con le istituzioni locali, orientati a favorire l’adozione di corretti stili di vita:

GIOCAMPUS – un progetto diretto alla promozione di una cultura del benessere e di corretti stili di vita per i più giovani e per le loro famiglie nel territorio di Parma. Il progetto propone un articolato percorso educativo che si rivolge ai ragazzi dai 5 ai 16 anni. È sostenuto da un’alleanza pubblico-privata: il Comune di Parma, l’Università degli Studi di Parma, il Coni-Comitato Provinciale, l’Ufficio Scolastico Regionale, il Cus Parma e Barilla.

"A MANGIAR BENE SI COMINCIA DA PICCOLINI" - un progetto educativo e di comunicazione pubblicitaria con fini informativi promosso dalla marca Piccolini di Barilla rivolto a bambini dai 3 ai 5 anni. Obiettivo del progetto è stimolare la consapevolezza dei bambini riguardo ai principi di una sana e corretta alimentazione e le regole per condividere con i grandi i momenti a tavola e in cucina.

Barilla affronta il tema della sicurezza sul lavoro agendo su tre fronti specifici:
• diagnosi della cultura di prevenzione, per capire il significato dato dai capi alla prevenzione, le cause attribuite agli infortuni, la dinamica degli infortuni, il supporto organizzativo dato alla prevenzione, la reciprocità e l’integrazione fra la prevenzione e le altre funzioni aziendali;
• formazione dei formatori, per renderli capaci di condurre efficacemente corsi sulla sicurezza agli operatori sulle più efficaci misure preventive;
• formazione agli operatori: tutti i preposti italiani sono stati coinvolti per discutere del loro ruolo attivo nel garantire che i lavoratori operino in piena sicurezza.

Tutte le materie prime utilizzate sono corredate da un certificato di conformità che attesta, con precisi risultati analitici, la corrispondenza del lotto ai requisiti fisici, chimici, microbiologici e organolettici definiti nel capitolato per la qualità delle forniture. La correttezza della dichiarazione è comunque sempre monitorata attraverso l´esecuzione delle analisi effettuate dai nostri laboratori di controllo qualità.

Tutti i prodotti del Gruppo Barilla (a marchio Barilla, Mulino Bianco, Pavesi, Voiello, Wasa, Filiz, Misko, Vesta e Yemina) non contengono ingredienti modificati geneticamente. Barilla incrocia da sempre la propria esperienza con quella dei genetisti per migliorare la qualità delle materie prime fornite dall´agricoltura. Si tratta di "aiutare" la natura nel rispetto delle leggi, dell´ambiente e - soprattutto - del Consumatore. Il miglioramento genetico, gli interventi "neutri" ed ecocompatibili sulla selezione e la coltivazione, non vanno confusi con la cosiddetta "ingegneria genetica".

Barilla si era già adeguata alla Direttiva Comunitaria sulla sicurezza alimentare ancor prima che questa fosse recepita in Italia (D.L.vo n°155 del 1997). Ogni unità produttiva e distributiva, allo scopo di garantire la sicurezza dei vari prodotti, applica un sistema di prevenzione di tutte le possibili contaminazioni del prodotto chiamato HACCP: Hazard Analysis Critical Control Point cioè analisi dei rischi e controllo dei punti critici. Inoltre Barilla possiede i manuali aziendali di G.M.P. (Good Manufacturing Practice, buone pratiche di lavorazione), consistenti in norme di buona prassi igienica che consentono, uniti al sistema HACCP, di presidiare i rischi di contaminazione con metodo, in logica globale e preventiva, al fine di garantire costantemente l´igiene e la sicurezza dei prodotti.

Sottoponiamo tutti i prodotti finiti, prima di commercializzarli, a una serie di controlli organolettici (tra cui gli assaggi), microbiologici e chimico-fisici, per verificarne qualità e sicurezza. Nel 2011 sono stati analizzati 55.000 lotti di materie prime con un indice di conformità pari al 96,4% (in miglioramento rispetto al risultato del 2010 pari al 95,8%). Inoltre sono stati sottoposti a controlli organolettici, microbiologici e chimico-fisici circa 120.000 lotti di prodotto finito con una conformità di tutti i parametri analizzati pari al 95,5%.

L'impegno di Barilla è di sviluppare prodotti e processi quanto più possibile efficienti in termini energetici lungo tutta la filiera, perseguendo, ove se ne presenti l'opportunità, la riduzione della dipendenza da combustibili fossili, quali petrolio e carbone.
Per visualizzare nel dettaglio gli interventi messi in atto dall’Azienda, visita la versione digitale del Rapporto sul Business Sostenibile 2012, capitolo terzo “Verso una filiera sostenibile e integrata”.

Barilla ha deciso di valutare forniture di energia che riducano la dipendenza da combustibili fossili. Nel 2011 Barilla ha soddisfatto tutta la domanda di energia elettrica delle fornerie del Mulino Bianco con certificati "Renewable Energy Certificate System" (RECS). Ciò ha portato a una riduzione circa del 41% delle emissioni di CO2 su prodotto finito dal 2008 nelle fornerie del Mulino Bianco.

Molte aziende, tra cui i più importanti concorrenti a livello internazionale, pubblicano bilanci di sostenibilità e sviluppano attività inerenti allo sviluppo sostenibile. Tuttavia riteniamo che alcune di loro lo facciano in modo piuttosto autoreferenziale.
Noi invece vogliamo annunciare in anticipo i fini che ci proponiamo e perseguirli dandone periodicamente conto all’opinione pubblica. Alla definizione del nostro modello di sostenibilità siamo arrivati attraverso il coinvolgimento di circa duecento persone tra colleghi, clienti, fornitori, associazioni non governative, giornalisti, associazioni scientifiche, che ci hanno dichiarato quali fossero a loro avviso le aree di impegno in cui si attendevano che Barilla assumesse un ruolo specifico e proattivo.
Questo censimento delle "aspettative" della società civile ci ha portato a lavorare su un quadro di riferimento oggettivo e razionale non fondato su nostre personali percezioni. Annualmente poi gli stakeholder sono impegnati in attività di confronto e dialogo con l’azienda.

Molte aziende, tra cui i più importanti concorrenti a livello internazionale, pubblicano bilanci di sosteniblità e sviluppano attività inerenti allo sviluppo sostenibile. Tuttavia riteniamo che alcune di loro lo facciano in modo piuttosto autoreferenziale.
Noi invece vogliamo annunciare in anticipo i fini che ci proponiamo e perseguirli dandone periodicamente conto all’opinione pubblica. Alla definizione del nostro modello di sostenibilità siamo arrivati attraverso il coinvolgimento di circa duecento persone tra colleghi, clienti, fornitori, associazioni non governative, giornalisti, associazioni scientifiche, che ci hanno dichiarato quali fossero a loro avviso le aree di impegno in cui si attendevano che Barilla assumesse un ruolo specifico e proattivo.
Questo censimento delle “aspettative” della società civile ci ha portato a lavorare su un quadro di riferimento oggettivo e razionale non fondato su nostre personali percezioni. Ci proponiamo per il futuro di individuare i nostri interlocutori più significativi costituendo dei panel consultivi a cui periodicamente saranno sottoposte una serie di questioni riguardanti i temi della sostenibilità per Barilla.

Il percorso di sostenibilità è perfettamente integrato con le strategie della nostra impresa.
I temi della sostenibilità e responsabilità sociale sono una costante e un punto di riferimento decisionale per ogni attività aziendale.

Tutta la Barilla è coinvolta. Il Presidente, i Vice Presidenti, l’Amministratore Delegato e il top management forniscono gli indirizzi strategici e sono i garanti delle iniziative e risultati correlati.
Esiste un gruppo operativo interfunzionale di manager che implementa le attività, propone gli indicatori che misurano i progetti legati alla sostenibilità, raccoglie e gestisce le informazioni.
L’unità Sostenibilità coordina l’intero processo di gestione e rendicontazione della sostenibilità nell’ambito della Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne. Inoltre si occupa, in stretta collaborazione col gruppo operativo, delle attività di comunicazione interna ed esterna della sostenibilità.

Barilla ha incaricato un gruppo di persone (sia interne che consulenti) di fare un cosiddetto assessment delle politiche di sostenibilità della nostra impresa. Sono stati esaminati ben 480 documenti interni, pubblicazioni, bilanci, materiale video, attività comunicative, processi aziendali tutti riguardanti aspetti attinenti alla sostenibilità e responsabilità.
Il gruppo di lavoro ha poi intervistato decine di manager e collaboratori coinvolti in questi processi ricavandone informazioni oggettive. Da tutto questo materiale raccolto tra il 2007 e il 2008 in Italia e all’estero, sono stati ricavati punti di forza e aree di miglioramento. L’analisi è servita a delineare un profilo utile all’attivazione di processi volti a integrare strategia aziendale e responsabilità sociale. Business e sostenibilità non sono infatti concetti contrari. La sosteniblità, se ben compresa e inscritta nelle strategie della nostra impresa, è un’arma competitiva in più.

Un modello di responsabilità identifica le caratteristiche peculiari di una azienda in termini di responsabilità e sostenibilità. Identifica cioè le aree “critiche” nelle quali e sulle quali l’impresa si “gioca” la sua sostenibilità. Il modello di responsabilità di un’azienda è unico e specifico ed è influenzato dalla storia, dalla cultura, dai valori, dalla proprietà, dal management, dalle attività di business e dagli obiettivi di un’impresa.

I fattori o aree critiche di sostenibilità definiscono le priorità che un’azienda decide di darsi con strategie e obiettivi collegati. Sono quelli che un’azienda decide di misurare e rendicontare pubblicamente per indicare la strada e possibilmente i progressi compiuti rispetto ai temi, ma anche per riflettere sui processi interni ed esterni e capire come intervenire per migliorare.

Per Barilla sono stati individuati sette fattori critici selezionati sulla base della nostra storia, della nostra cultura, dei nostri valori, e in relazione alla visione e alla missione che ci contraddistinguono.

La selezione è avvenuta grazie ad un lavoro di assessment, un confronto e dialogo con specialisti interni e gruppi autorevoli di stakeholder e un’ulteriore selezione con il vertice aziendale.

Attraverso gli indicatori di performance (KPI), misurazioni apposite che spiegano un determinato fenomeno di cui si vuole dare conto.
Sono numeri o giudizi qualitativi che definiscono e circoscrivono l’impresa con linguaggi universalmente conosciuti nella business community, rendendo possibile un giudizio complessivo e comparativo dell’impresa che li propone.
Nella prima fase di screening Barilla ne ha individuati oltre 400 potenziali. Stiamo selezionando quelli ritenuti più qualificanti e indicativi nelle varie aree critiche per misurare il fenomeno di cui si vuole avere un monitoraggio circa i temi di sostenibilità.

Certamente il contributo del management è stato fondamentale ma a questo si è aggiunto un coinvolgimento degli stakeholder fin dall'inizio del processo. Confermiamo anche che questa modalità di consultazione proattiva e coinvolgimento è continuata nel tempo e ogni anno i nostri stakeholder sono coinvolti in un panel di consultazione sui documenti di rendicontazione sul business sostenibile prodotti dal Gruppo.

Il coinvolgimento degli stakeholder è importante perché fa assumere al processo una veste realmente vera e oggettiva. Fa uscire la nostra impresa dall’autoreferenzialità. I documenti che parlano di responsabilità sociale e sostenibilità sono spesso compilativi, narrano semplicemente alcuni risultati positivi e mirano a mascherare le problematiche vere.
La società civile ci chiede invece non solo “che cosa” facciamo ma soprattutto “come” lo facciamo.
Sempre più la Società si interroga su come le aziende si comportano e questo indipendentemente dai risultati economici che vengono colti.
Non ci si preoccupa più di quanto fatturato e utile viene generato ma se questo fatturato, questo utile è stato realizzato nel rispetto di principi etici.

I sette fattori critici di sostenibilità sono quelli più qualificanti e importanti per Barilla e sono anche fattori importanti per lo sviluppo del business della nostra impresa. Nei prossimi tre-cinque anni ci concentreremo su azioni e attività che hanno attinenza profonda e coerente con i fattori critici selezionati.
Il bilancio sociale è un documento complesso e completo che offre una panoramica totale delle attività di impresa viste con l’ottica della sostenibilità.
Ogni attività, ogni iniziativa potrà in teoria essere classificata in base all’impatto che essa eserciterà sulla società, sulle comunità, sulle persone. Saremo valutati su trasparenza, completezza, puntualità, coerenza logica.

Con il termine stakeholder si individua genericamente ogni persona che ha un potenziale o reale interesse verso le attività di un’azienda. Alcuni sono naturali interlocutori quali i clienti e consumatori finali oppure i fornitori con i quali è necessario rapportarsi con forme di relazione che vanno ben al di là dei semplici aspetti contrattuali. Si parla allora di clienti o fornitori strategici per lo sviluppo dell’azienda.
È bene, allora, che le aziende operino un processo di segmentazione dell’insieme degli stakeholder per arrivare a definire categorie precise e soprattutto criteri di relazione che consentano un rapporto pianificato nel tempo. Con gli stakeholder significativi (come ad esempio le organizzazioni dei consumatori ed il mondo del giornalismo) la nostra impresa ritiene utile instaurare relazioni trasparenti e permanenti che portino, attraverso il dialogo, a cogliere le richieste e i desideri delle persone e della società.
Sono state esaminate e valutate, secondo una certa griglia di criteri, le varie categorie di stakeholder e, con l’aiuto dei manager responsabili in ogni area rilevante, individuati quelli di maggiore interesse.
Questa ricerca ci sta aiutando moltissimo nel prendere decisioni sui nostri target principali e sulle modalità migliori per avvicinarli e dialogare in modo strutturato.

Il rapporto con gli stakeholder serve a togliere l’autoreferenzialità a comunicazioni o decisioni aziendali. Attraverso la relazione con gli stakeholder l’impresa deve dimostrare che ha colto e valutato i desideri, i bisogni, le aspirazioni delle persone e dei gruppi che le rappresentano. Il coinvolgimento consiste nel confronto di idee trasparente e costante su temi di varia natura al fine di orientare le attività dell’azienda in tema di sostenibilità.

Cliccando sul link “opportunità di lavoro attuali” è possibile accedere direttamente ai nostri posti liberi in una determinata area geografica, location, o famiglia professionale.

15-20 minuti

Certo, basterà cliccare sul link “Laureati” per ottenere accesso a tutte le opportunità attuali disponibili nelle nostre location.

In seguito alla candidatura online, il recruiting manager eseguirà un esame preliminare di tutte le candidature. I candidati idonei effettueranno un colloquio telefonico, e se le loro aspettative e il loro background corrispondono ai requisiti del posto di lavoro, saranno invitati ad un colloquio personale prima con il reclutatore, poi con il/i manager che assumerà/anno, facenti parte della commissione di reclutamento per quello specifico posto libero. Ai candidati finali verrà richiesto di compilare un’autovalutazione online precedentemente al colloquio finale con i titolari dell'incarico. 

L’avanzamento di carriera dipende dal merito e dalle potenzialità. Siamo impegnati a formare i nostri leader futuri attingendo ai nostri ranghi interni e crediamo fermamente nello sviluppo on the job.  Attraverso la nostra rete e il nostro ciclo di talent management assicuriamo opportunità di carriera in linea con il background, la specializzazione e le aspirazioni di carriera. Offriamo percorsi verso carriere strutturate all’interno delle nostre famiglie professionali principali, credendo contemporaneamente agli spostamenti trasversali da una funzione all’altra.

Il Barilla LAB per la conoscenza e l’innovazione rappresenta la nostra università multidisciplinare del gruppo che ha l’obiettivo di affinare le capacità delle nostre persone nel cammino comune verso l’eccellenza tecnica e di leadership. Attraverso una grande varietà di programmi per lo sviluppo della leadership e di training, oltre ad iniziative mirate, sosteniamo lo sviluppo di abilità e competenze necessarie per raggiungere con successo gli obiettivi attuali e futuri.

La nostra azienda è caratterizzata da un ambiente di lavoro collaborativo, una politica a porte aperte e dall’accessibilità della sfera dirigenziale. Offriamo un’ampia gamma di diversi benefit nelle nostre location, dalla mensa aziendale, sconti nei trasporti, negozi aziendali con i vostri prodotti preferiti a prezzo ridotto e attività sociali.