Il Barilla Blu Team a Matrix

Posted by: Redazione Barilla Blu Team

Le storie di coraggio, forza di volontà e passione per la vita del Barilla Blu Team sono state argomento della puntata di Matrix andata in onda mercoledì 21 marzo su Canale 5 e interamente dedicata alla disabilità e alla solidarietà.
Lo spazio dedicato al Barilla Blu Team si apre con le video interviste ad Alessandro e Vittorio realizzate domenica scorsa alla Maratona di Roma. Emozionanti sono state le testimonianze dei due atleti sulla loro vita e l'approcio alle difficoltà.

Estratto della video intervista ad Alessandro
...Se arrivasse qualcuno con la bacchetta magica e mi chiedesse ‘Vuoi riavere le tue gambe?’ io ci penserei su un po’ perché adesso ci sono i Giochi Olimpici, le gare, le maratone…
…Quando sono uscito dall’ospedale tutti si domandavano come avrei fatto a vivere senza gambe e anch’io mi facevo le stesse domande, ma poi ti abitui velocemente alla tua seconda vita e trovi tutti i modi per rifare quello che facevi prima.
…Parafrasando il mio mondo, vorrei usare la metafora del sorpasso: tutti ti dicono che in quella curva non si può superare, che nessuno ci è mai riuscito e che in tanti ci hanno provato. E tu ci pensi e ripensi e poi, con un pizzico di coraggio, provi a sovvertire il pronostico, e quando ce l’hai fatta ti rendi conto che non era così impossibile, ma solo sbagliato il pronostico…

Estratto della video intervista a Vittorio
… Il messaggio che voglio trasmettere è che la disabilità non è la fine di tutto, anzi! Io, ad esempio, penso che la mia prima vita non era così male, ma le soddisfazioni che mi sto togliendo adesso con il lavoro che faccio e che adoro, e con il fatto che sto dando qualcosa a questo mondo, mi gratifica moltissimo!

Con Fabrizio in studio, assieme al giornalista Franco Bomprezzi, si entra nel vivo del tema dei Giochi Paralimpici. Il conduttore Alessio Vinci lo intervista sulla carriera, sui progetti sportivi futuri, ma anche sulla preparazione, la malattia, la famiglia e il mondo paralimpico in generale.
Intanto, sullo sfondo, scorrono le immagini dei test effettuati qualche mese fa in Galleria del Vento e degli ultimi campionati del mondo in Danimarca.

(estratto dall’intervista a Fabrizio)
Al lungo palmares di titoli manca solo l’oro olimpico di Londra?
… Vado a Londra per vincere quell’oro olimpico che ancora mi manca. Mi sto preparando al meglio e il Comitato Italiano Paralimpico, nella persona del nostro Presidente Luca Pancalli, ci sta aiutando molto e sta facendo di tutto per dare sempre maggiore dignità e visibilità al nostro sport.
A differenza di Zanardi e Podestà non hai avuto un incidente ma è stata una malattia che ti ha fatto perdere l’arto…
… Ho avuto un osteosarcoma all’età di 13 anni. Sono stato in ospedale per tre anni e mezzo e dopo 17 interventi e 20 cicli di chemioterapia sono uscito più forte di prima e adesso lo dimostro.
Prima della malattia amavi lo sport?
… Il sogno di fare sport e diventare un campione l’ho sempre coltivato sin da bambino, poi c’è stato un periodo in cui questo sogno si è offuscato per via della malattia, ma una volta uscito da questo tunnel ha ripreso subito colore ed è diventato il mio lavoro.
Come hai vissuto quel tragico momento della perdita dell’arto?
… in realtà la decisione dell’amputazione dell’arto è stata anche mia. L’ho vissuta come una liberazione perché erano ormai 3 anni che ero in ospedale e l’infezione alla gamba non passava. Una volta amputata è iniziata per me una seconda vita e i miei genitori, che hanno svolto un ruolo importantissimo, mi hanno sempre parlato di futuro e mai di passato e questo mi ha ridato forza e coraggio per andare avanti.
Qual è il tuo segreto?
… La mia famiglia, mia moglie Patrizia e i miei due figli Thomas e Mattia sono la gamba che non ho. La mia forza e il mio coraggio sono anche nel dna dei miei genitori e poi, come tutti i campioni, io voglio vincere! De Coubertin mi è simpatico… ma se riesco a vincere è molto meglio!
Hai raccontato anche la tua storia in un libro?
… Ho deciso di scrivere il mio libro ‘Più forte del Male’ quando è nato Thomas, il mio primo figlio. Ho pensato che era importante mettere nero su bianco la mia storia per rispondere a tutte le sue domande. Se un giorno Thomas avrà qualche dubbio potrà leggere chi era suo padre e che tipo di strade ha preso. E’ un libro che può essere di aiuto anche per molte altre persone perché io ho trovato delle soluzioni per uscire dalla difficoltà che altri magari faticano a trovare. Nel libro poi è racchiuso il mio motto: nulla è impossibile basta crederci, non è il fisico che limita ma la mente!
Il mondo sportivo è più aperto al mondo disabile?
… Noi atleti paralimpici abbiamo scardinato molte porte, ma ce ne sono molte altre ancora da aprire. L’Olimpiade di Londra sarà importante in quest’ottica perché è in Europa e dunque sarà una bella vetrina. Ho visto che molte aziende si stanno avvicinando al mondo paralimpico, spero che non sia dettato dal momento ma che diventi una piacevole consuetudine. 
 

Temi:   Barilla Blu Team
Parole chiave: Matrix   BarillaBluTeam   Disabilità  

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